Dal 12 Ott 2026 al 23 Nov 2026

Il Narciso in costume


L'idea progettuale di questo lavoro nasce dall'intento di radicare un prodotto della creatività dell'abilità artigianello spirito del territorio, in continuità con quella ormai che da tempo (dagli anni Venti del Novecento, con

risonanza anche internazionale) s'è consolidata come una vera tradizione: i quadri plastici di Avigliano, ispirati

negli anni più vicini a noi per lo più al tenebrismo caravaggesco, in cui rappresentazioni viventi riproducono,

con cura e dovizia di dettagli nei costumi, nelle pose e nei tratti somatici, note opere d'arte.

Il genere spettacolare dei tableaux vivants, diffuso già nel Medioevo, ebbe un rilevante impulso dalle attitudes di

lady Emma Hamilton, che dal Regno delle Due Sicilie si propagarono in tutt'Europa, determinando nuove mode

nel vestire, nella vita di società e finanche nel cibo.

Un altro puntuale richiamo al territorio salta sùbito all'occhio attento dell'osservatore: la rinascimentale camicia

a sbuffo di questo Narciso rievoca i medesimi ricchi capi che caratterizzano la maggior parte degli abiti della

tradizione lucana, segno di eleganza e distinzione nell'àmbito di comunità un tempo visceralmente legate al

proprio tessuto culturale e attente al rispetto dell'eredità degli avi.

Il dipinto del Narciso di Michelangelo Merisi da Caravaggio, per la insolita posa reclina del personaggio, non consente

di cogliere molti dettagli dell'abbigliamento. Più che altro si distinguono le tipologie dei tessuti con cui l'autore lo

rappresenta: un elegante damasco fiorentino a grandi motivi floreali grigio tenue su fondo di raso grigio ferro, per il

corsetto privo di maniche, morbido cotone bianco per la camicia cotone pesante verde petrolio per i calzoni.

I modelli invece, per rispettare filologicamente le scelte dell'artista, sono stati ripresi da altri quadri dello stesso

Caravaggio:

• Dal Suonatore di liuto (San Pietroburgo, Museo dell'Ermitage, 1595-1596, e New York, Metropolitan Museum of

Art, 1596-1597) è stato preso il modello della camicia.

• Per la realizzazione del corsetto sono stati considerati particolari dalla Buona ventura (Roma, Pinacoteca

Capitolina, 1593-1595, e Parigi, Musée du Louvre, 1596-1597), dai Bari (Fort Worth, Kimbell Art Museum, 1594),

dalla Vocazione di San Matteo (Roma, Chiesa di San Luigi dei Francesi, 1599-1600), dal Martirio di San Matteo

(Roma, Chiesa di San Luigi dei Francesi, 1599-1600), dalla Madonna dei Pellegrini (Roma, Basilica di

Sant'Agostino in Campo Marzio, 1604-1606).v

• Per i calzoni s'è fatto riferimento alla Crocifissione di San Pietro (Roma, Basilica di Santa Maria del Popolo,

1600-1601), ai due Davide con la testa di Golia (Vienna, Kunsthistoriches Museum, 1607, e Roma, Galleria

Borghese, 1609-1610), alla Flagellazione di Cristo (Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte, 1607-1608), al

Ritratto di Alof de Wignacourt (Parigi, Musée du Louvre, 1608), al Cavadenti (Firenze, Palazzo Pitti - Galleria

Palatina, 1608).

• Per le mutande alla Madonna del Rosario (Vienna, Kunsthistoriches Museum, 1607).

Antonio Tortorella

Storico dell’arte e del Costume

Donata Claps

Nata a Potenza nel 1970, attualmente risiede nel suggestivo borgo di Cancellara in provincia di Potenza.

Dopo un Diploma come “Disegnatrice di Moda” all’ Istituto Professionale “Isabella Morra” di Matera ha

da sempre lavorato come sarta “artigiana”.

Conta al suo attivo diversi corsi di formazione e svariati anni di lavoro in un atelier per abiti da sposa e

cerimonia. Inoltre ha collaborato con Enti pubblici e Associazioni culturali per la ricerca, lo studio e il

confezionamento di abiti d'epoca - dai costumi locali ai vestiti storici per sfilate -, per allestimenti

museali/mostre, e con case cinematografiche per la realizzazione di Costumi di Scena.

Ha partecipato come artista Eco/Fashion a mostre, sfilate, concorsi di abiti di riciclo (plastica, carta, materiali in

disuso). Ha pubblicato il libro di poesia Emersioni Recondite.

  • Tipologia evento: Esposizione artigianale
  • Data: Dal 12 Ottobre 2026 al 23 Novembre 2026
  • Luogo: Museo archeologico provinciale "Michele Lacava"
  • Organizzazione: Apt Basilicata in collaborazione con il Polo della Cultura della Provincia di Potenza