21 Mar 2025
Venerdì 21 marzo, alle ore 17:45, presso la sala convegni del Museo archeologico provinciale "Michele Lacava", Gianluca Caporaso presenta sua ultima fatica letteraria
Sono rime vagabonde:
boschi, fiumi, cielo, sponde.
Vanno in giro a dire come
mondo rima col mio nome.
«Le filastrocche di Caporaso sono piene di vento per le ore noiose, il cielo, il mare».
Vivian Lamarque, vincitrice del Premio Strega Poesia 2023
Quelle di Gianluca Caporaso sono rime amiche di nuvole e viandanti, per chi cerca la magia nei luoghi quotidiani; rime che rendono visibile ciò che a volte ci dimentichiamo di guardare, passando fra le camere private di artisti come Kandinskij, Klee, Monet e Chagall, che con le loro opere hanno trasformato gli spazi vuoti in sogni, paure, incontri e abbandoni. Ma sono anche un inno: al mare, agli angoli nascosti delle case, ai vagoni deserti di un treno che passa, ai bar affollati in estate o in inverno, alla luce che certi luoghi non sanno neanche di possedere. Al Dappertutto, che altro non è che un mondo che aspetta di essere visto, in attesa dietro ogni parola.
«Quando ero bambino e chiamavo qualche mio amico per chiacchierare un po', era inutile chiedergli dove si trovasse, perché l'unico telefono che aveva era a casa. Se lo chiamavo e lui rispondeva era perché eravamo a casa entrambi. Oggi se chiamo qualcuno la prima domanda che faccio è: Dove sei? E lui potrebbe essere al mare, a casa, in un treno, al bar. Dappertutto. Un inno al Dappertutto. Da qui nasce questa raccolta di rime che se ne vanno in giro per i luoghi della vita nel tentativo di dirli, raccontarli, dare loro una luce che i luoghi stessi non sapevano di avere, che è una delle grandi missioni della poesia e dell'arte: rendere visibile quello che pure si trova davanti ai nostri occhi». Età di lettura: da 7 anni.
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